16.03.2021

Le fondamenta di Venezia: un’immensa foresta capovolta

Venezia è un capolavoro d’ingegneria rimasto intatto nel tempo. Fu costruita sull’acqua più di 1600 anni fa e riesce ancora a mantenersi a galla. Com’è possibile? In questo blog vi raccontiamo la storia della fondazione mitica di Venezia

Perché Venezia è stata costruita sull’acqua?

Venezia è costituita da un gruppo di 124 piccole isole che emergono dalle basse acque della laguna veneta che è un bacino di circa 550 km2 che si estende dalle foci del fiume Sile fino a quelle del Brenta. Questo bacino è delimitato dalle lunghe e strette isole del Lido e di Pellestrina ed è collegato al mare dalle tre bocche di porto del Lido, Malamocco e Chioggia. L’acqua della laguna cambia continuamente e si mescola con quella del mare grazie alle maree che garantiscono un continuo ricambio d’acqua: due volte al giorno infatti la marea sale spingendo l’acqua del mare in laguna e poi scende uscendo dal bacino e ripulendo tutta la laguna.

Anticamente le isole della laguna erano scarsamente abitate da pescatori, marinai e salinatori ma in seguito alla caduta dell’Impero Romano e alle invasioni barbariche, un gran numero di abitanti dell’entroterra, provenienti soprattutto dalle città di Padova, Aquileia, Treviso e Altino, furono costretti a fuggire e a rifugiarsi nelle povere e silenziose isole della laguna dove si insediarono in modo permanente.

Secondo un documento medievale Venezia nacque nell’anno 421 d.C., e più precisamente il 25 marzo.

Un capolavoro di ingegneria 

Una volta insediatisi in queste isole, i rifugiati iniziarono a organizzare le loro vite e i loro commerci che erano strettamente legati al mare e in pochi secoli riuscirono a fondare una potentissima repubblica che resistette per 1100 anni, dal 697 al 1797, dominando parte della costa adriatica, alcuni territori della terraferma come Vicenza, Padova, Verona, Feltre, la costa della Dalmazia, alcune isole dell’Egeo, Creta, Cipro e Corfù. In particolare fu il commercio del sale che trasformò Venezia in una potenza commerciale e marittima conosciuta come “La Serenissima”.

Tuttavia la storia di Venezia è interessante anche per un altro aspetto: il modo in cui gli abitanti riuscirono a costruirsi da soli le isole sulle quali avrebbero poi fondato la loro città. Questo immenso lavoro è un vero capolavoro di ingegneria!

Nel 1851 John Ruskin pubblicò per la prima volta il suo libro “The Stones of Venice”, in seguito tradotto in molte altre lingue (la versione francese fu curata da Marcel Proust) in cui descrisse il modo in cui questa città sull’acqua fu costruita.

Le fondamenta di Venezia sono costituite da migliaia di tronchi d’albero conficcati gli uni vicini agli altri nel fondo sabbioso e argilloso della laguna detto “caranto”. Qui la mancanza di ossigeno impedisce ai batteri di proliferare e quindi di decomporre il legno. Pensate che i tronchi ritrovati sotto il campanile di San Marco durante la sua ricostruzione nel 1912 erano intatti pur essendo stati piantati sul fondo della laguna più di 1000 anni fa!

Questi tronchi provengono dalle foreste del nord Italia o dall’Istria quindi, con un po’ di immaginazione, possiamo dire, come scrisse lo scrittore Tiziano Scarpa nel suo libro “Venezia è un pesce”, che Venezia è un’immensa foresta capovolta!

Su questi pali i veneziani posero delle tavole in legno e diversi strati di pietre d’Istria per creare delle fondamenta impermeabili all’acqua. Anche i canali furono delimitati da file di mattoni e pietra d’Istria.

La città fu pavimentata a poco a poco e solamente nel XVIII secolo tutte le strade arrivarono ad essere ricoperte da pietre lisce chiamate “masegni”. Questi blocchi di trachite furono scelti perché il loro materiale è resistente al salso e questo è molto importante in una città come Venezia che è soggetta al fenomeno dell’acqua alta in alcuni periodi dell’anno.

Caratteristiche delle isole di Venezia 

Ogni isola ha lo stesso tipo di organizzazione: una chiesa con il suo campanile, una piccola piazza chiamata “campo” perché si trattava di veri e propri spazi erbosi, almeno un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana, case, negozi e un labirinto di stradine.

Ciascuna isola è collegata a quella più vicina tramite dei ponti di legno o pietra che originariamente non avevano il parapetto (il Ponte Chiodo che attraversa il Rio di San Felice nel sestiere di Cannaregio è l’ultimo ponte di Venezia ad aver mantenuto la sua forma originale). A volte i ponti sono obliqui perché le strade che devono collegare non coincidono.

Dunque Venezia ha 148 chiese, più di 600 pozzi chiamati “vere da pozzo” (fino al XIX secolo se ne contavano più di 6000), 178 canali e 436 ponti. Solo quattro di questi attraversano il Canal Grande: Il ponte dell’Accademia, il Ponte di Rialto, il Ponte degli Scalzi di fronte alla stazione Santa Lucia e il nuovo ponte della Costituzione.

Venezia è un labirinto di stradine che si sono formate tra gli edifici ma anticamente non costituivano le principali vie di circolazione in quanto i veneziani si spostavano normalmente in gondola. Queste strade non generalmente chiamate “calli”.

La forma che la città assunse nel XVI secolo è rimasta la stessa fino al XIX secolo in cui molti canali furono interrati per costruire nuove calli ed edifici. È il caso della nostra calle che si chiama “Rio terà della Mandola” perché l’antico rio della Mandola fu interrato (terà in dialetto veneziano) nella seconda metà dell’Ottocento.

Le vere da pozzo e il sistema fognario di Venezia

In ogni campo è presente almeno un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana e questo era estremamente importante per avere acqua fresca e pulita da bere. La costruzione dei pozzi tuttavia era un lavoro complicato e molto dispendioso cosicché erano le famiglie nobili che se ne facevano carico e li donavano poi alla città.

E come funzionavano le fognature a Venezia? Nel Medioevo era usanza gettare i rifiuti organici nelle strade ma i veneziani erano più fortunati e potevano gettarli nei canali dove le maree li portavano via due volte al giorno quindi Venezia era una delle città più pulite dell’epoca. Il primo sistema fognario a Venezia fu costruito nel XVI secolo e consisteva in una rete di tunnel chiamati “gatoli” costruiti all’interno delle pareti e al di sotto nella pavimentazione delle calli per raccogliere le acque sporche e l’acqua piovana e portarle nella laguna.

Come potete vedere, Venezia è una città incredibile già a partire dalle sue fondamenta. Tutto qui ha una storia ed è un’opera d’arte. Camminare lungo le calli è come fare un viaggio indietro nel tempo dove non si riesce a smettere di pensare che tutto questo è un vero capolavoro.

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