20.11.2020

Perché “Calle dei Assassini”?

Venezia è ricca di tesori, che ne accentuano notevolmente la bellezza agli occhi dei turisti e attirano viaggiatori da ogni parte d’Italia. Alcuni di questi luoghi stupiscono per il loro fascino misterioso, tra essi non possiamo non menzionare la famosa “Calle dei Assassini”...

“Calle dei Assassini” e il lato oscuro di Venezia


Venezia è ricca di tesori, che ne accentuano notevolmente la bellezza agli occhi dei turisti e attirano viaggiatori da ogni parte del mondo. Alcuni di questi luoghi stupiscono per il loro fascino misterioso, che esercita una notevole suggestione nell’immaginario collettivo di abitanti e visitatori: tra essi non possiamo non menzionare la famosa “Calle dei Assassini”.


Ci troviamo nei pressi di Rio Terà de la Mandola, proprio nel territorio in cui è stato edificato il Ca' Fortuny. Una zona tanto pittoresca quanto enigmatica, che solo a guardarla vi farà fare un autentico tuffo nel passato. Passeggiare in quest’area della Serenissima significa essere avvolti da un’atmosfera d’altri tempi, e conoscere uno dei lati più “oscuri” della città!


Perché “Calle dei Assassini”?

 

Se vi state chiedendo il perché di questa denominazione, tenete presente che il motivo è piuttosto intuitivo: qui, secoli e secoli fa, si consumavano moltissimi delitti. L’azione dei malviventi era favorita dalle tenebre, dai vicoli pieni di anfratti, dall’assenza di un’adeguata illuminazione.


I criminali si nascondevano nel buio, colpivano e svanivano a volte senza lasciare traccia. Queste vicende divennero sempre più rilevanti nell’ambito del folclore locale, tanto che si decise di chiamare la strada in tal modo. Non poche persone erano praticamente obbligate ad attraversare questa via per arrivare a Piazza San Marco, e il loro cammino poteva anche risultare fatale!


Qualche curiosità su “Calle dei Assassini”


La reputazione di “Calle dei Assassini”, quindi, è antica e ben radicata. Ovviamente oggi il percorso è del tutto sicuro, ma gli amanti del brivido di certo apprezzeranno una piccola sosta in questo punto. Spesso, del resto, sono queste deviazioni che rendono ancora più emozionante una vacanza!


Dovete sapere che, nel lontano 1128, il Maggior Consiglio di Venezia emanò una legge che vietava l’uso delle barbe finte, o “barbe alla greca”. La ragione? Gli “abituali frequentatori” della Calle adoperavano simili accessori per mascherarsi e sfuggire alle autorità. Nello stesso periodo, si decise di rischiarare le strade con i cosiddetti cesendeli, lanterne a forma di cilindro realizzate in ferro battuto.


Anche questa norma si deve al timore nei confronti di “Calle dei Assassini”. Erano i parroci a posizionare le luci, con tanto di icone sacre accanto. Il provvedimento non pose fine agli omicidi, ma almeno iniziò a donare al contesto un’immagine un po’ più rassicurante.


Dal 1450 in poi, tutti i cittadini che si spostavano di notte a Venezia dovevano avere in mano un cesendelo. I ricchi avevano sempre almeno un servo al seguito, oppure si facevano accompagnare da un’apposita guida che guadagnava così qualche soldo. Pian piano “Calle dei Assassini” diventò un luogo protetto, ma le storie del passato sono vive ancora oggi!


La morte di Piero Fasiol a “Calle dei Assassini”: vero o falso?


Attualmente vi sono degli studiosi che credono che il celebre Piero Fasiol, noto come il Fornareto, fu ucciso lungo “Calle dei Assassini”. Non tutti, però, sono d’accordo.


Secondo la leggenda, il Fornareto fu sottoposto a un’esecuzione nei pressi della via perché colpevole della morte di un nobile. Il problema è che uno dei più importanti cronachisti del ‘500, Marin Sanudo, non ne fa accenno nei suoi Diarii; allo stesso modo, altri esperti che si occupano della fine di Piero Fasiol (come Tassini e Macchi) non citano proprio la Calle.


Al di là di questi dati, il dibattito è in corso e interessa molti intellettuali. Se siete incuriositi da racconti del genere, ce ne sono diversi che ascolterete durante il vostro soggiorno nella Serenissima. “Calle dei Assassini”, comunque, è uno di quei tragitti da percorrere per respirare appieno l’aria della Venezia di un tempo!     



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